Codice Civile


LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO I
Delle obbligazioni in generale
CAPO IV
Dei modi di estinzione delle obbligazioni diversi dall'adempimento
SEZIONE III
Della compensazione

Art. 1246

Casi in cui la compensazione non si verifica
TESTO A FRONTE

I. La compensazione si verifica qualunque sia il titolo dell'uno o dell'altro debito, eccettuati i casi:

1) di credito per la restituzione di cose di cui il proprietario sia stato ingiustamente spogliato;

2) di credito per la restituzione di cose depositate o date in comodato;

3) di credito dichiarato impignorabile;

4) di rinunzia alla compensazione fatta preventivamente dal debitore;

5) di divieto stabilito dalla legge.


GIURISPRUDENZA

Fallimento – Opposizione allo stato passivo – Immutabilità della domanda – Limiti

Compensazione – Casi in cui la compensazione non si verifica – Esclusione

Strumenti finanziari partecipativi – Fallimento – Obbligazioni e titoli di debito – Diritto alla restituzione dell’attribuzione – Ammissione allo stato passivo – Limiti
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Nel procedimento di opposizione a stato passivo, benché i limiti della cognizione del tribunale siano circoscritti al devolutum, ciò non toglie che possa ritenersi consentita la modificazione della domanda laddove essa non comporti alcuna variazione del fatto giuridico posto a fondamento della pretesa e non importi elementi nuovi che immutino il fatto costitutivo del diritto vantato.

L’invio di un’intimazione di pagamento per l’intero credito non costituisce un’implicita rinuncia da parte della curatela a opporlo in seguito in compensazione con il controcredito vantato dal debitore se in precedenza la curatela ha manifestato in maniera espressa la propria intenzione di avvalersi della compensazione.

I crediti derivanti da strumenti finanziari partecipativi sono ammessi al passivo per il loro valore nominale a norma dell’art. 58 l.f. soltanto nell’ipotesi in cui lo statuto o la deliberazione di emissione dei suddetti strumenti finanziari preveda in maniera espressa il diritto alla loro restituzione. La disciplina degli strumenti finanziari partecipativi, che hanno natura ibrida tra azioni e obbligazioni, trova fonte esclusiva nello statuto e/o nel regolamento di emissione, non valendo per essi le normali regole contrattuali, di talché la legge fallimentare deve essere coordinata con quanto disposto dall’art. 2346 c.c. (Luca Bertozzi) (riproduzione riservata)
Tribunale Bologna, 01 Ottobre 2020.


Compensazione con controcredito del debitore esecutato - Opponibilità al creditore - Condizioni - Divieto di compensazione con credito azionato per il mantenimento del coniuge separato - Insussistenza - Ragioni.
Con l'opposizione ex art. 615 c.p.c. il debitore esecutato può opporre in compensazione al creditore procedente un controcredito certo (cioè, definitivamente verificato giudizialmente o incontestato) oppure un credito illiquido di importo certamente superiore (la cui entità possa essere accertata, senza dilazioni nella procedura esecutiva, nel merito del giudizio di opposizione) anche nell'ipotesi di espropriazione forzata promossa per il credito inerente al mantenimento del coniuge separato, non trovando applicazione, in difetto di un "credito alimentare", l'art. 447, comma 2, c.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 26 Maggio 2020, n. 9686.


Compensazione "impropria" - Conseguenze processuali e sostanziali - Fondamento - Art. 1248 c.c. - Applicabilità - Esclusione - Fattispecie.
Quando tra due soggetti i rispettivi debiti e crediti hanno origine da un unico - ancorché complesso - rapporto, non vi è luogo ad una ipotesi di compensazione "propria", bensì ad un mero accertamento di dare e avere, con elisione automatica dei rispettivi crediti fino alla reciproca concorrenza, cui il giudice può procedere senza che siano necessarie l'eccezione di parte o la domanda riconvenzionale. Tale accertamento, che si sostanzia in una compensazione "impropria", pur producendo risultati analoghi a quelli della compensazione "propria", non è sottoposto alla relativa disciplina tipica, sia processuale sia sostanziale, ivi compresa quella contenuta nell'art. 1248 c.c., riguardante l'inopponibilità al cessionario, da parte del debitore che abbia accettato puramente e semplicemente la cessione, della compensazione che avrebbe potuto opporre al cedente. (Nella specie, veniva in rilievo il caso di una dipendente che aveva dato in garanzia il proprio TFR per ottenere un prestito da una società la quale, dopo le dimissioni della lavoratrice, aveva chiesto il versamento del detto TFR al datore di lavoro che, però, aveva rifiutato, eccependo, in parziale compensazione, il suo credito verso la medesima dipendente avente ad oggetto l'indennità di mancato preavviso da essa dovuta perché dimessasi in tronco; la S.C., enunciando il principio massimato, ha cassato la decisione di appello che, applicando l'art. 1248 c.c., aveva accolto la domanda della società cessionaria). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 19 Febbraio 2019, n. 4825.


Esecuzione forzata - Mobiliare - Presso il debitore - Crediti Inps - Compensazione - Trattamenti pensionistici - Calcolo della quota pignorabile - Al netto delle ritenute fiscali.
In caso di compensazione attuata dall'Inps, per propri crediti, ai sensi dell'art. 69 della l. n. 153 del 1969, sugli importi pignorabili dei trattamenti pensionistici da erogare, il calcolo della quota pignorabile e dunque compensabile, pari ad un quinto, va effettuato al netto delle ritenute applicate a titolo fiscale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. IV, lavoro, 07 Febbraio 2019, n. 3648.


Assegno di mantenimento a beneficio dei figli - Natura sostanzialmente alimentare - Sussistenza - Conseguenze - Non compensabilità - Fattispecie.
Il carattere sostanzialmente alimentare dell'assegno di mantenimento a beneficio dei figli, in regime di separazione, comporta la non operatività della compensazione del suo importo con altri crediti. (Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva escluso la compensazione tra credito per spese di lite e credito derivante dal mancato pagamento di ratei dell'assegno di mantenimento cumulativamente dovuto per l'ex moglie e le figlie). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 14 Maggio 2018, n. 11689.