Codice Civile


LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO I
Delle obbligazioni in generale
CAPO III
Dell'inadempimento delle obbligazioni

Art. 1225

Prevedibilità del danno
TESTO A FRONTE

I. Se l'inadempimento o il ritardo non dipende da dolo del debitore, il risarcimento è limitato al danno che poteva prevedersi nel tempo in cui è sorta l'obbligazione.


GIURISPRUDENZA

Accertamento - Criterio del "più probabile che non" - Portata - Esame isolato dei singoli elementi - Esclusione - Valutazione complessiva ed organica degli stessi - Necessità.
In tema di illecito civile, il nesso di causalità materiale va accertato secondo il criterio del "più probabile che non", indicando esso la misura della relazione probabilistica concreta tra condotta ed evento dannoso, con apprezzamento non isolato bensì complessivo ed organico dei singoli elementi indiziari o presuntivi a disposizione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 20 Giugno 2019, n. 16581.


Adempimento – Ritardo – Essenzialità del termine – Irrilevanza – Danno risarcibile – Maggiore imposta dovuta a seguito di intervento normativo – Esclusione.
L’essenzialità del termine rileva quando si deve decidere della risoluzione del contratto. Mentre qualora l’attore chiede il risarcimento dei danni derivanti dal ritardo nell’adempimento della prestazione, non rileva l’art.1457 c.c. bensì le norme sull’inesatto adempimento, e sul risarcimento dei danni conseguenti, e cioè gli artt.1218 e 1223 c.c..
Ai sensi dell’art.1225 c.c., quando non ricorre il dolo va esclusa dal danno risarcibile la maggiore somma versata a seguito dell’intervento normativo che ha imposto maggiori oneri fiscali. [Nella fattispecie, l’acquirente di un immobile aveva chiesto il risarcimento, fra l’altro, della maggiore imposta pagata a seguito dell’aumento delle imposte verificatosi successivamente alla scadenza del termine pattuito per la stipula del contratto definitivo di compravendita.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Taranto, 23 Marzo 2017.