Codice Civile


LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO I
Delle obbligazioni in generale
CAPO II
Dell'adempimento delle obbligazioni
SEZIONE III
Della mora del creditore

Art. 1206

Condizioni
TESTO A FRONTE

I. Il creditore è in mora quando, senza motivo legittimo, non riceve il pagamento offertogli nei modi indicati dagli articoli seguenti o non compie quanto è necessario affinché il debitore possa adempiere l'obbligazione.


GIURISPRUDENZA

Fallimento – Domanda di rivendica – Accoglimento – Spese di custodia – A carico della procedura

Fallimento – Domanda di rivendica – Locazione finanziaria – Accoglimento – Spese di custodia – Insorgenza dell’obbligo di riconsegna del bene – Invito del curatore al ritiro del bene – Effetti – Costituzione in mora
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Le spese di custodia di un bene oggetto di una vittoriosa domanda di rivendica rimangono a carico della procedura perché derivanti dall’apprensione di un bene che non deve essere venduto in ambito fallimentare, il cui ricavato non è destinato alla soddisfazione dei creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Ai sensi dell’art. 1177 c.c. “l’obbligazione di consegnare una cosa determinata include quella di custodirla fino alla consegna”, con la conseguenza che gli oneri legati alla custodia non possono che gravare sul soggetto tenuto alla consegna del bene, quantomeno fino a quando lo stesso abbia offerto di adempiere l’obbligazione di restituzione, conformemente alla disciplina della mora del creditore di cui agli art. 1206 e s.s. c.c. (ai sensi dell’art. 1207, comma 2 c.c., infatti, il creditore costituito in mora sopporta le spese di custodia della cosa dovuta).

Pertanto, l’obbligo di riconsegnare i beni concessi in locazione finanziaria sorge, per la curatela fallimentare, solo al momento di scioglimento del contratto (secondo quanto previsto dall’art. 72-quater, comma 2 l.f., allorquando il curatore dichiara di volersi sciogliere dal contratto).

Nell’accoglimento della domanda di rivendica deve ritenersi implicita la manifestazione di volontà del curatore di sciogliersi dal contratto di locazione finanziaria, ai sensi e per gli effetti del combinato disposto di cui agli 72 e 72-quater l.f., con conseguente obbligo di consegna del bene.

La comunicazione con la quale il curatore invita al ritiro il proprietario del bene non acquisito al fallimento o del quale sia stata accolta la domanda di rivendica vale, ai sensi e per gli effetti di cui all'art. 1214 c.c., a costituire in mora il creditore con conseguente produzione in pari data (3/9/2015) degli effetti della mora credendi, tra i quali l'obbligo del creditore di sostenere le spese di custodia (art. 1207, comma 2 c.c.). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Monza, 13 Febbraio 2019.


Concordato fallimentare - Disciplina introdotta dal d.lgs. n. 5 del 2006 - Proposta presentata da un terzo - Contenuto - Previsione di un'eccedenza del valore dei beni trasferiti rispetto all'ammontare del crediti - Ammissibilità - Sussistenza - Limiti - Fondamento.
In tema di omologazione del concordato fallimentare, secondo la nuova disciplina di cui al d.lgs. 9 gennaio 2006, n. 5, è ammissibile la proposta proveniente da un terzo e che contempli a suo favore, in sede di esecuzione, un'eventuale eccedenza - contenuta nei limiti della ragionevolezza - del valore dei beni trasferiti rispetto all'ammontare di quanto necessario per il pagamento dei crediti concorsuali, poichè essa realizza il giusto guadagno dell'intervento del terzo, che si accolla l'onere ed il rischio dell'operazione e non può dirsi agisca a scopo di liberalità; tale eccedenza è invero equiparabile alle spese necessarie all'esecuzione, da ritenersi giustificate, in analogia all'art.504 cod. proc. civ., ove così sia consentita la trasformazione del patrimonio del debitore negli strumenti volti al soddisfacimento dei creditori. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 22 Febbraio 2012, n. 2674.