Codice Civile


LIBRO TERZO
Della proprietà
TITOLO IX
Della denunzia di nuova opera e di danno temuto

Art. 1171

Denunzia di nuova opera
TESTO A FRONTE

I. Il proprietario, il titolare di altro diritto reale di godimento o il possessore, il quale ha ragione di temere che da una nuova opera, da altri intrapresa sul proprio come sull'altrui fondo, sia per derivare danno alla cosa che forma l'oggetto del suo diritto o del suo possesso, può denunziare all'autorità giudiziaria la nuova opera, purché questa non sia terminata e non sia trascorso un anno dal suo inizio.

II. L'autorità giudiziaria, presa sommaria cognizione del fatto, può vietare la continuazione dell'opera, ovvero permetterla, ordinando le opportune cautele: nel primo caso, per il risarcimento del danno prodotto dalla sospensione dell'opera, qualora le opposizioni al suo proseguimento risultino infondate nella decisione del merito; nel secondo caso, per la demolizione o riduzione dell'opera e per il risarcimento del danno che possa soffrirne il denunziante, se questi ottiene sentenza favorevole, nonostante la permessa continuazione.


GIURISPRUDENZA

Procedimenti cautelari - Denuncia di nuova opera - Requisiti - Prossimità del danno - Sussistenza.
La denunzia di nuova opera, la quale trova la sua disciplina sostanziale nell’art. 1171 c.c. e quella processuale negli artt. 688 ss. c.p.c. (opportunamente coordinati con gli artt. 669 bis e ss. c.p.c.), ha natura cautelare ossia tende a scongiurare un imminente pericolo alle cose del ricorrente, in attesa che si decida, con un successivo giudizio di merito (oggi meramente eventuale), il fondamento di quanto denunciato.

Anche se l’art. 1171 c.c. non qualifica espressamente il danno come “grave e prossimo”, come fa l’art. 1172 c.c., pare comunque non potersi dubitare del fatto che, a differenza della gravità, la prossimità, ossia l’imminenza, sia un requisito sia nella denuncia di nuova opera sia nella denuncia di danno temuto, atteso che è del tutto evidente come, senza la prossimità del danno, non si spiegherebbe l’opportunità di un’azione preventiva quale quella cautelare.

Va inoltre rilevato come autorevole dottrina ritiene che la denuncia di nuova opera rappresenti “un caso tipico di provvedimento cautelare”, in quanto connotata dai caratteri che sono propri di detti procedimenti, in primis dalla “strumentalità in funzione di un provvedimento principale, avendo lo scopo di provvedere ad eliminare il pericolo che dall’opera nuova può aversi in attesa della decisione definitiva”; di conseguenza, l’orizzonte temporale in cui collocare la possibilità o probabilità del danno non può che essere (solo) quello di un futuro, se non immediato, comunque prossimo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova, 20 Aprile 2021.


Procedimenti cautelari - Azioni di nunciazione - Definizione del procedimento cautelare - Instaurazione del processo di merito - Autonoma domanda - Necessità - Difetto - Conseguenze.
In tema di azioni di nunciazione, il procedimento cautelare termina con l'ordinanza di accoglimento o rigetto del giudice monocratico o del collegio in caso di reclamo, mentre il successivo processo di cognizione richiede un'autonoma domanda di merito. Il processo di cognizione che si svolga in difetto dell'atto propulsivo di parte, a causa dell'erronea fissazione giudiziale di un'udienza successiva all'ordinanza cautelare, è affetto da nullità assoluta per violazione del principio della domanda, rilevabile d'ufficio dal giudice e non sanata dall'instaurarsi del contraddittorio tra le parti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 31 Agosto 2018, n. 21491.