Codice Civile


LIBRO TERZO
Della proprietà
TITOLO VIII
Del possesso
CAPO II
Degli effetti del possesso
SEZIONE II
Del possesso di buona fede di beni mobili

Art. 1153

Effetti dell'acquisto del possesso
TESTO A FRONTE

I. Colui al quale sono alienati beni mobili da parte di chi non ne è proprietario, ne acquista la proprietà mediante il possesso, purché sia in buona fede al momento della consegna e sussista un titolo idoneo al trasferimento della proprietà.

II. La proprietà si acquista libera da diritti altrui sulla cosa, se questi non risultano dal titolo e vi è la buona fede dell'acquirente.

III. Nello stesso modo si acquistano i diritti di usufrutto, di uso e di pegno.


GIURISPRUDENZA

Usucapione - Vizi del possesso - Non clandestinità del possesso ai fini della usucapione - Condizioni - Fattispecie.
Ai fini dell'usucapione, il requisito della non clandestinità va riferito non agli espedienti che il possessore potrebbe attuare per apparire proprietario, ma al fatto che il possesso sia stato acquistato ed esercitato pubblicamente, cioè in modo visibile a tutti o almeno ad un'apprezzabile ed indistinta generalità di soggetti e non solo dal precedente possessore o da una limitata cerchia di persone che abbiano la possibilità di conoscere la situazione di fatto soltanto grazie al proprio particolare rapporto con quest'ultimo. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza di appello che aveva accertato l'avvenuto acquisto per usucapione della proprietà di un dipinto oggetto di furto, che il possessore aveva ricevuto in donazione e tenuto per circa quaranta anni appeso alla parete del salotto della sua abitazione, sul rilievo che il bene, pur collocato in modo conforme alla sua destinazione tipica, non era stato oggetto di possesso pubblico e non clandestino, perché destinato ad essere visibile solo dalla ristretta cerchia di persone che frequentavano la casa). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 30 Aprile 2021, n. 11465.


Procedimento sommario ex art. 702 bis ss. c.p.c. - Acquisto a non domino di bene mobile (telefonino) del terzo acquirente ai sensi dell’art. 1153 c.c. - Inopponibilità al terzo acquirente di buona fede della vendita a rate del telefonino conclusa tra l’operatore telefonico e consumatore-dante causa - Responsabilità extracontrattuale ex art. 2043 c.c. dell’operatore telefonico per omesso sblocco del codice IMEI eseguito per inadempimento del dante causa - Condanna al risarcimento del danno nei confronti del terzo acquirente di buona fede - Responsabilità ex art. 96 c.p.c. dell’operatore telefonico per manifesto disinteresse alla proposta transattiva formulata dal ricorrente in corso di causa - Legittimità.
Non è opponibile all’acquirente a titolo originario ex art. 1153 c.c., il contratto di telefonia concluso tra l’operatore telefonico e un consumatore che includeva anche la vendita a rate di un telefonino, se il secondo, dopo aver ricevuto l’apparecchio telefonico, l’abbia poi rivenduto ad un terzo soggetto di buona fede. Pertanto, risponde a titolo di responsabilità extracontrattuale ex art. 2043 c.c. nei confronti del terzo possessore di buona fede, dovendo altresì risarcire il danno cagionato con la propria condotta, l’operatore telefonico che successivamente alla rivendita del bene mobile, abbia omesso di sbloccare il codice Imei dell’apparecchio telefonico compravenduto impedendone l’utilizzo, nonostante il provvedimento cautelare di ripristino pronunciato del Co.Re.Com. Regione Veneto in sede non contenziosa prima dell’instaurazione del giudizio (blocco del cod. Imei precedentemente eseguito in virtù dell’inadempimento del consumatore-dante causa al pagamento delle rate della prima vendita). Il comportamento ostruzionistico e il disinteresse manifestato dall’operatore telefonico prima e durante il giudizio - nel corso del quale rimaneva pure senza riscontro una proposta transattiva formulata dal ricorrente - legittima la pronuncia per lite temeraria ex art. 96 c.p.c.. (Marco Carretta) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 05 Aprile 2016.


Azione di rivendicazione – Onere della prova – Proprietà dei danti causa sino ad un acquisto a titolo originario o usucapione.

Accessione nel possesso – Onere della prova – Titolo idoneo a giustificare la traditio del bene posseduto.

Petitio hereditatis – Onere della prova: qualità di erede e esistenza nell'asse ereditario dei beni rivendicati.

Donazione di dipinto di rilevante valore economico e storico artistico – Forma dell'atto pubblico a pena di nullità.
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Nell'azione di rivendicazione, il rivendicante deve provare la titolarità del diritto di proprietà del precedente dante causa fino ad un acquisto a titolo originario, ovvero l'avvenuta usucapione in suo favore. (Lorena Iannuzzi) (riproduzione riservata)

Nell'accessione nel possesso affinchè il successore a titolo particolare possa unire al proprio il possesso del dante causa, è necessario che il trasferimento trovi la propria giustificazione in un titolo astrattamente idoneo a trasferire la proprietà o altro diritto reale sul bene, operando detta accessione con riferimento e nei limiti del titolo traslativo e non oltre lo stesso; l'oggetto del trasferimento non può essere costituito dal trasferimento del mero potere di fatto sulla cosa. (Lorena Iannuzzi) (riproduzione riservata)

La donazione di un dipinto, di rilevante valore economico e storico artistico, deve avvenire a pena di nullità con atto pubblico, rilevando la particolare qualità del bene in relazione al compendio mobiliare ove è inserito. (Lorena Iannuzzi) (riproduzione riservata)

Nella petitio hereditatis l'attore può limitarsi a provare la propria qualità di erede e l'esistenza nell'asse ereditario, al tempo di apertura della successione, dei beni di cui domanda la restituzione. (Lorena Iannuzzi) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 27 Marzo 2013.