LIBRO TERZO
Della proprietà
TITOLO VIII
Del possesso
CAPO II
Degli effetti del possesso
SEZIONE I
Dei diritti e degli obblighi del possessore nella restituzione della cosa

Art. 1148

Acquisto dei frutti
TESTO A FRONTE

I. Il possessore di buona fede fa suoi i frutti naturali separati fino al giorno della domanda giudiziale e i frutti civili maturati fino allo stesso giorno. Egli, fino alla restituzione della cosa, risponde verso il rivendicante dei frutti percepiti dopo la domanda giudiziale e di quelli che avrebbe potuto percepire dopo tale data, usando la diligenza di un buon padre di famiglia.


GIURISPRUDENZA

Acquisto dei frutti - Obbligo di restituzione - In genere - Art. 1148 c.c. - Applicabilità sia ai frutti civili sia a quelli naturali - Natura dei relativi debiti restitutori.
L'art. 1148 c.c. si applica sia ai frutti civili sia a quelli naturali, venendo in rilievo, nel primo caso, un debito di valuta e, nel secondo, uno di valore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 17 Gennaio 2020, n. 848.


Acquisizione di un bene in virtù di un contratto poi dichiarato nullo - Buona fede al momento dell'acquisto del possesso - Successiva azione di nullità - Obbligo di restituzione dei frutti - Decorrenza.
Il possesso di un bene, che sia stato acquisito in forza di un contratto poi dichiarato nullo, resta soggetto ai principi generali fissati dagli artt. 1147 e 1148 c.c., con la conseguenza che, ove sussista la buona fede (da presumersi) alla data del suddetto acquisto, la medesima buona fede non viene esclusa dalla mera proposizione della domanda rivolta a far valere quella nullità, ed il possessore è tenuto alla restituzione dei frutti solo a partire dalla data della domanda di rilascio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 19 Luglio 2019, n. 19502.


Interessi - Decorrenza - Dal giorno della "domanda" - Riferimento alla domanda giudiziale ed anche agli atti stragiudiziali di costituzione in mora - Sussistenza.
In tema di ripetizione dell'indebito oggettivo, ai fini del decorso degli interessi sulla somma oggetto di restituzione, l'espressione dal giorno della "domanda", contenuta nell'art. 2033 c.c., non va intesa come riferita esclusivamente alla domanda giudiziale, ma comprende anche gli atti stragiudiziali aventi valore di costituzione in mora ai sensi dell'art. 1219 c.c. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 13 Giugno 2019, n. 15895.


Richiesta restituzione cedole - Equiparazione ai frutti civili - Rigetto.
Non può disporsi la restituzione delle cedole, che non sono null’altro che interessi (frutti civili) a corrispettivo dell’obbligazione acquistata e che, non essendo state percepite in malafede, potranno essere trattenute ex. artt. 1148 e 2033 c.c. (Fabio Benatti) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 12 Maggio 2016.


Risoluzione del contratto – Risarcimento del danno – Frutti civili percepiti in buona fede (art. 1148 cod. civ.) – Diritto del cliente a trattenere le cedole sugli interessi – Sussistenza.
L’efficacia retroattiva della risoluzione del contratto per inadempimento non comporta il maturare di interessi sulle somme versate dall’una all’altra parte in esecuzione del contratto a decorrere dalla data del versamento, atteso che il venir meno ex tunc del vincolo contrattuale rende privo di causa il pagamento già eseguito in forza del contratto successivamente risolto e per questo impone di far capo ai principi sulla ripetizione dell’indebito per qualificare giuridicamente la pretesa volta ad ottenere la restituzione di quel pagamento.

In materia di indebito oggettivo, ai sensi dell’art. 2033 cod. civ., il debito dell’accipiens – a meno che questi sia in malafede – produce interessi solo a seguito della proposizione di un’apposita domanda giudiziale, non essendo sufficiente un qualsiasi atto di costituzione in mora del debitore, dovendo per l’indebito trovare applicazione la tutela prevista dall’art. 1148 cod. civ. per il possessore di buona fede in senso oggettivo, a norma del quale questi è obbligato a restituire i frutti soltanto dalla domanda giudiziale, secondo il principio per il quale gli effetti della sentenza retroagiscono al momento della proposizione della domanda (ex plurimis, Cass. civ., 2 agosto 2006, n. 17558). (Giuseppe Angiuli) (riproduzione riservata)
Tribunale Bari, 08 Gennaio 2016.