LIBRO TERZO
Della proprietà
TITOLO VIII
Del possesso
CAPO I
Disposizioni generali

Art. 1147

Possesso di buona fede
TESTO A FRONTE

I. È possessore di buona fede chi possiede ignorando di ledere l'altrui diritto.

II. La buona fede non giova se la ignoranza dipende da colpa grave.

III. La buona fede è presunta e basta che vi sia stata al tempo dell'acquisto.


GIURISPRUDENZA

Acquisizione di un bene in virtù di un contratto poi dichiarato nullo - Buona fede al momento dell'acquisto del possesso - Successiva azione di nullità - Obbligo di restituzione dei frutti - Decorrenza.
Il possesso di un bene, che sia stato acquisito in forza di un contratto poi dichiarato nullo, resta soggetto ai principi generali fissati dagli artt. 1147 e 1148 c.c., con la conseguenza che, ove sussista la buona fede (da presumersi) alla data del suddetto acquisto, la medesima buona fede non viene esclusa dalla mera proposizione della domanda rivolta a far valere quella nullità, ed il possessore è tenuto alla restituzione dei frutti solo a partire dalla data della domanda di rilascio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 19 Luglio 2019, n. 19502.


Diritto internazionale privato e pubblico – Diritti reali – Acquisto a non domino – Autoveicoli – Lex rei sitae

Consulente tecnico, custode ed altri ausiliari del giudice in materia civile – Attività del consulente – Relazione – Accertamento della legge straniera – Art. 14 L. n. 218/1995

Possesso (materia civile) – Acquisto a non domino – Buona fede – Diritto tedesco – § 932 BGB – Comparazione
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Ai sensi dell’art. 51, co. 1, L. n. 218/1995, l’acquisto a non domino della proprietà del bene mobile (nel caso di specie, un autoveicolo) è disciplinato dal diritto dello Stato in cui il bene è situato, sulla base del principio lex rei sitae.

La relazione del consulente tecnico sul diritto straniero va oltre l’incarico conferito laddove, pur precisando che si tratta di questioni di fatto demandate al giudice, giunge comunque a valutare le prove ed applicare le norme alla fattispecie, compito non affidato al consulente e riservato al giudicante. (Nel caso di specie, il giudice ha comunque considerato la relazione nella sola parte in cui esaminava l’ordinamento tedesco).

Il concetto di buona fede richiesta ai fini dell’acquisto a non domino dal § 932 BGB, è paragonabile al concetto di buona fede di cui all’art. 1147 c.c., laddove il possessore, perché possa essere considerato in buona fede, deve possedere ignorando di ledere l’altrui diritto, fermo restando che la buona fede non giova se l’ignoranza dipende da colpa grave. (Ennio Piovesani) (riproduzione riservata)
Tribunale Ivrea, 20 Aprile 2019.


Responsabilità amministrativa delle società e degli enti - Sequestro e confisca - Rapporti con la procedura fallimentare - Acquisizione dei beni oggetto di sequestro finalizzato alla confisca alla massa attiva del fallimento - Comparazione tra i contrapposti interessi - Legittimazione del curatore all'impugnazione del provvedimento di sequestro - Verifica delle ragioni dei terzi di buona fede - Competenza del giudice penale.
Il curatore fallimentare non è legittimato a proporre impugnazione contro il provvedimento di sequestro adottato ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo n. 231 del 2001.

La verifica delle ragioni dei terzi al fine di accertare la buona fede spetta al giudice penale e non al giudice fallimentare. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione penale, 17 Marzo 2015, n. 11170.