Codice Civile


LIBRO TERZO
Della proprietà
TITOLO VIII
Del possesso
CAPO I
Disposizioni generali

Art. 1140

Possesso
TESTO A FRONTE

I. Il possesso è il potere sulla cosa che si manifesta in un'attività corrispondente all'esercizio della proprietà o di altro diritto reale.

II. Si può possedere direttamente o per mezzo di altra persona, che ha la detenzione della cosa.


GIURISPRUDENZA

Possesso idoneo ad usucapire – “Traditio” eseguita in virtù di contratto inefficace – “Animus rem sibi habendi” – Configurabilità – Fattispecie.
In tema di possesso idoneo all'usucapione, la "traditio" della cosa avvenuta in forza di un contratto che, sia pure inefficace, risulti comunque diretto a trasferire la proprietà del bene costituisce elemento idoneo a fare ritenere che la relazione di fatto instauratasi tra l'"accipiens" e la "res tradita" sia sorretta dall'"animus rem sibi habendi". (Nella specie, la S.C., in applicazione del principio sopra enunciato, ha cassato la sentenza di appello che, in un giudizio di usucapione, aveva ricondotto la materiale disponibilità di tre immobili ad un contratto di comodato, escludendo dalla ricostruzione fattuale le vicende legate ad una scrittura privata in cui l'attore aveva ceduto un terreno a terzi ricevendo in permuta il diritto di proprietà sulle tre unità immobiliari da costruire). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 17 Giugno 2021, n. 17388.


Posta elettronica - Titolarità dell'account - Rapporto contrattuale con il fornitore del servizio - Potere di fatto sulla cosa che giustifica l'azione possessoria - Esclusione.
L'utilizzo di un'account di posta elettronica da parte del suo titolare trova titolo nel rapporto contrattuale con il fornitore del servizio e non si esplica in quel potere di fatto sulla cosa di cui all'articolo 1140 c.c. che giustifica la proposizione dell'azione possessoria di cui all'articolo 1168 c.c. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 29 Dicembre 2015.


Modificazione unilaterale di una parte comune da parte del singolo condomino - Tutela possessoria - Esperibilità - Condizioni - Fattispecie in tema di apposizione di canna fumaria sulla facciata condominiale.
È esperibile la tutela possessoria ove il singolo condomino abbia alterato o violato, senza il consenso degli altri condomini, lo stato di fatto e la destinazione di una parte comune dell'edificio, sì da impedire o restringere il godimento spettante agli altri compossessori "pro indiviso". (Nella specie era stata eretta, sulla facciata del palazzo, una canna fumaria di dimensioni non trascurabili che, priva di qualsiasi collegamento dal punto di vista architettonico o funzionale con la parete esterna dell'edificio, costituiva un elemento di grave degrado e alterava notevolmente l'estetica del fabbricato). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 24 Agosto 2015, n. 17072.


Azione possessoria – Cd. Servitù di Parcheggio – Esperibilità – Esclusione..
In materia possessoria, l'utilizzazione, da parte dei condomini di uno stabile, di un'area condominiale ai fini di parcheggio, non è tutelabile con l'esperimento dell’azione di reintegrazione del possesso di servitù dal momento che per l’esercizio di siffatta azione occorre un possesso qualsiasi, anche se illegittimo ed abusivo, purché avente i caratteri esteriori di un diritto reale, laddove il parcheggio dell'auto non rientra nello schema di alcun diritto di servitù, difettando la caratteristica tipica di detto diritto, ovverosia la "realità" (inerenza al fondo dominante dell'utilità così come al fondo servente del peso), in quanto la comodità di parcheggiare l'auto per specifiche persone che accedono al fondo non può valutarsi come una utilità inerente al fondo stesso, trattandosi di un vantaggio del tutto personale dei proprietari. In altri termini, il parcheggio di autovetture su di un'area può costituire legittima manifestazione di un possesso a titolo di proprietà del suolo, ma non anche estrinsecazione di un potere di fatto riconducibile al contenuto di un diritto di servitù, diritto caratterizzato dalla cosiddetta "realitas", intesa come inerenza al fondo dominante dell'utilità così come al fondo servente del peso. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 13 Settembre 2012, n. 15334.


Possesso – Detenzione qualificata – Distinzione – Detenzione in forza di contratto di locazione nullo perché non registrato – Rilevanza del titolo – Effetti reali ed effetti obbligatori.

Locazione – Scadenza del rapporto – Rifiuto di restituzione del bene – Spoglio – Nozione.
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La consegna di un bene immobile in forza di un contratto di locazione nullo (nella specie, non essendo stato registrato, secondo quanto previsto dall’art. 1, comma 346, Legge 30 dicembre 2004 n. 311 -c.d. finanziaria 2005-) deve ritenersi comunque idonea ad attribuire la qualità di “detentore qualificato autonomo”. Invero, la posizione del “possessore” o del “detentore qualificato” non dipende dall’acquisto, rispettivamente, della proprietà (o di altro diritto reale di godimento) oppure del diritto personale di godimento, ma dal “titolo” in forza del quale il soggetto è immesso nella disponibilità esclusiva del bene, dovendosi cioè distinguere a seconda che si tratti di un contratto ad “effetti reali” (come, ad esempio, la vendita) o ad “effetti obbligatori” (come, ad esempio, la locazione). (Edoardo Di Capua) (riproduzione riservata)

Commette spoglio il conduttore, ancorché detentore qualificato della cosa locata, il quale alla scadenza del rapporto non solo rifiuti la restituzione, ma accampi un proprio possesso. Invece, la conclusione è opposta se il conduttore rifiuti puramente e semplicemente la restituzione, giacché in tale caso la cessazione della relazione giuridica con la cosa per effetto dell’estinzione del diritto non importa cessazione della relazione di fatto ed in altri termini la detenzione qualificata dà luogo ad un potere di fatto sulla cosa che prescinde dal titolo contrattuale (ius detentionis). (Edoardo Di Capua) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 27 Gennaio 2010.