Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
apri l'articolo del codice

Articolo 86 ∙ (Consegna del denaro, titoli, scritture contabili e di altra documentazione)


Tutte le MassimeCassazione
Beni esclusi dall'applicazione dell'art. 769Delega per l'apposizione dei sigilliLegittimazione del curatore ad impugnare il sequestroMancato reperimento di beni e bancarotta fraudolentaConsegna delle scritture contabili



Fallimento - Obbligo di consegnare le scritture contabili al curatore - Funzione - Prova del possesso dei requisiti dimensionali - Rilevanza dell’omesso deposito delle scritture contabili - Esclusione
L'obbligo dell'imprenditore di consegnare al curatore le scritture contabili sorge, a norma dell'art. 86 l.fall., solo dopo la sentenza dichiarativa di fallimento, sicché l'omessa produzione di tali scritture nell'ambito del procedimento prefallimentare, nel corso del quale il debitore è tenuto solo a depositare i bilanci degli ultimi tre esercizi ed una situazione patrimoniale aggiornata, non è un fatto dal quale possa di per sé ricavarsi il mancato assolvimento dell'onere della prova in ordine al possesso dei requisiti dimensionali, né, tantomeno, una presunzione di falsità delle risultanze dei bilanci. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Aprile 2021, n. 11218.


Responsabilità amministrativa delle società e degli enti - Sequestro e confisca - Rapporti con la procedura fallimentare - Acquisizione dei beni oggetto di sequestro finalizzato alla confisca alla massa attiva del fallimento - Comparazione tra i contrapposti interessi - Legittimazione del curatore all'impugnazione del provvedimento di sequestro - Verifica delle ragioni dei terzi di buona fede - Competenza del giudice penale
Il curatore fallimentare non è legittimato a proporre impugnazione contro il provvedimento di sequestro adottato ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo n. 231 del 2001.

La verifica delle ragioni dei terzi al fine di accertare la buona fede spetta al giudice penale e non al giudice fallimentare. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 17 Marzo 2015, n. 11170.


Bancarotta Fraudolenta – Accertamento della distrazione – Comportamento dell’imprenditore – Rilevanza – Sussiste.
In tema di bancarotta fraudolenta, una volta accertato che l’imprenditore ha avuto nella sua disponibilità determinati beni, nel caso in cui egli non renda conto del loro mancato reperimento, né sappia giustificarne la destinazione per effettive necessità dell’impresa, si deve dedurre che gli stessi siano stati dolosamente distratti; ciò in quanto il fallito ha l’obbligo giuridico di fornire dimostrazione della destinazione dei beni acquisiti al suo patrimonio. L’imprenditore, dunque, se “autocertifica” la materiale e giuridica disponibilità di un coacervo di rimanenze di magazzino deve poter poi rispondere della loro destinazione, in caso di accertamento dell’AG. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Lamezia Terme, 02 Ottobre 2012.


Fallimento – Inventario – Consegna del denaro, titoli, scritture contabili ed altra documentazione – Applicabilità dell’art. 769 c.p.c. – Esclusione. (07/09/2010)
I beni indicati nelle lettere a), b) e c) dell’art. 86, legge fallimentare, sono esclusi dall’applicazione dell’art. 769, codice procedura civile in quanto la legge fallimentare prevede diverse modalità di presa in consegna del denaro e della documentazione contabile, stabilendo l’art. 86, legge fallimentare che al curatore devono essere immediatamente consegnate il denaro, le cambiali  e gli altri titoli di credito, compresi quelli scaduti, le scritture contabili e ogni altra documentazione non già depositata in cancelleria. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 26 Marzo 2010, n. 0.


Fallimento - Attività fallimentari - Custodia e amministrazione - Sigilli - Apposizione - Delega al pretore - Rifiuto dell'esecuzione dell'incarico da parte di questo ultimo - Conflitto conseguente tra giudice delegato e pretore - Questione di competenza - Esclusione - Denunciabilità con il regolamento d'ufficio - Esclusione


Il conflitto fra il giudice delegato del tribunale fallimentare, che deleghi il pretore per l'apposizione di sigilli su beni del fallito, ed il pretore medesimo, il quale rifiuti l'esecuzione dell'incarico, contestando la sussistenza dei presupposti per l'Esercizio della delega, non pone questioni di Competenza, in quanto non investe i limiti dei poteri cognitori dell'uno o dell'altro giudice, ma soltanto l'idoneità del mezzo istruttorio della rogatoria per l'espletamento di un atto pacificamente rientrante nelle attribuzioni del giudice fallimentare. Ne consegue che il suddetto conflitto non è suscettibile di essere denunciato e risolto con la richiesta d'ufficio del regolamento di Competenza, secondo la previsione dell'art. 45 cod. proc. civ.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Dicembre 1981, n. 6535.