Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 81 ∙ (Contratto di appalto)


Amministrazione straordinaria
Tutte le MassimeCassazione
Effetti del fallimento sul contratto di appalto
Scioglimento e risoluzione (distinzione) del contratto di appalto per effetto del fallimento
Fallimento e pagamento delle opere eseguiteEffetti della dichiarazione di fallimento sulle domande di risoluzione per inadempimento del contratto d'appalto e di risarcimento del dannoEccezioni opponibili al curatore subentrato nel contratto di appaltoFallimento dell'appaltatore ed eccezione di compensazione del committenteEffetti dello scioglimento del contratto di appaltoDecorrenza degli effetti dello scioglimento del contratto di appaltoPermanenza dello scioglimento del contratto d'appalto perdura dopo la chiusura della procedura concorsualeScioglimento del contratto di appalto di opera pubblicaScioglimento del contratto di appalto ed effetti contrattuali già prodottiScioglimento del contratto di appalto e responsabilità della proceduraScioglimento dal contratto di appalto e improseguibilità delle azioni proposte prima del fallimento

Trattamento dei crediti
Prededucibilità del credito del subappaltatore
Prededucibilità del credito dell'impresa consorziataFallimento dell'appaltatore e credito del committente per acconti versatiFallimento dell'appaltatore e natura di debito di valore del committenteCrediti dell'appaltatore sorti prima dell'amministrazione straordinariaCessione del credito dell'appaltatore

Associazione temporanea di imprese ATI
Associazione temporanea d'imprese e fallimento dell'impresa mandataria capogruppo
Associazione temporanea d'imprese e fallimento dell'impresa mandanteFallimento della società progettoAmministrazione straordinaria

Fideiussione e garanzie
Scioglimento dei contratti di appalto in caso di fallimento ed eccezioni opponibili dal garante
Fideiussione, apertura di procedura concorsuale decadenza di cui all'art. 1957 cod. civ.Credito di regresso del fideiussoreFallimento e pegno irregolare costituito dall'appaltatore

Altri casi
Eccezione di arbitrato
Opponibilità del credito di regresso dell'impresa di assicurazione escussa dalla P.A.Patto fiduciario e fallimento dell'appaltatoreSubentro nella convenzione avente ad oggetto opere pubbliche


Amministrazione straordinaria

Amministrazione straordinaria - Credito del subappaltatore di opere pubbliche - Applicabilità dell'art. 118, comma 3 del d.lgs. n. 163 del 2006 - Esclusione - Fondamento
Qualora l'impresa appaltatrice di opere pubbliche sia posta in amministrazione straordinaria, il suo contratto con la Pubblica Amministrazione si scioglie e il credito per le prestazioni eseguite fino a quel momento è immediatamente esigibile; la stazione appaltante non può sospendere i pagamenti all'appaltatrice e, segnatamente, non può adoperare il potere di sospensione dei pagamenti ex art. 118, comma 3, del D.Lgs. n. 163/2006, che viene in rilievo solo in costanza di un rapporto di appalto con un'impresa "in bonis". Ne deriva che il credito del subappaltatore è un normale credito concorsuale da soddisfare nel rispetto della "par condicio" e dell'ordine delle cause legittime di prelazione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 10 Settembre 2021, n. 24472.


Amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi - In genere - Associazione temporanea di imprese - Società capogruppo in amministrazione straordinaria con prosecuzione dell'esercizio dell'impresa - Subentro ad essa del commissario straordinario - Somma pagate al commissario dall'ente appaltante - Credito di massa prededucibile - Condizioni - Fondamento
In tema di appalto di opere pubbliche stipulato da imprese riunite in associazione temporanea, qualora la società capogruppo e mandataria sia sottoposta ad amministrazione straordinaria con prosecuzione dell'esercizio dell'impresa, il nominato commissario, in deroga a quanto previsto dagli articoli 77, 78 ed 81 legge fall., deve considerarsi subentrato nell'ATI, assumendo la medesima posizione contrattuale già facente capo alla predetta società "in bonis", tanto nei rapporti con l'ente appaltante che in quelli con le imprese mandanti. Ne consegue che il credito corrispondente alle somme complessivamente versate da detto ente alla mandataria per lavori eseguiti e fatturati (ancorché anteriormente all'inizio della procedura) da una delle imprese mandanti, di cui quest'ultima abbia chiesto l'ammissione al passivo della prima, deve qualificarsi come credito di massa (ed essere collocato in prededuzione) nella sola misura concernente i pagamenti effettuati al commissario dopo la data di inizio della descritta procedura, trovando esso titolo non nel contratto di appalto stipulato dall'ATI con l'ente pubblico, bensì nel mandato conferito alla capogruppo dalle partecipanti all'associazione, ed essendo sorto in capo alla mandataria, "in parte qua", il corrispondente obbligo di trasferire alle mandanti gli importi riscossi in nome e per conto loro contestualmente alla ricezione dei menzionati pagamenti. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 06 Dicembre 2012, n. 21981.