Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
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Articolo 5 ∙ (Stato d'insolvenza)


Fallimento fiscale
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Incapacità funzionale non transitoria di soddisfare con regolarità le obbligazioni
Insolvenza prospetticaProspettiva dinamicaInsolvenza non ancora attualeInidoneità strutturale del debitoreIncapacità di produrre beni o servizi con margine di redditività da destinare alla copertura delle esigenze dell'impresaDifficoltà temporanea e transitoria o incapacità strutturale e permanenteIndagine su cause dell'insolvenza e potenzialità dell'impresaImputabilità del dissesto o dell'inadempimento all'imprenditore o a terziAttività di impresa con prevalenza dei ricavi sui costiInsolvenza classica colorata

Il soggetto insolvente
Società in liquidazione
Gruppo di societàFusioneScissioneTrasformazioneSocietà di personeSocio illimitatamente responsabileSocietà di fattoSocietà di fatto e holdingSocietà cooperativa mutualisticaAssociazione non riconosciutaImpresa familiareInsolvenza degli istituti di creditoCompagnia di assicurazioneEnte di gestione fiduciaria

Altri profili dell'insolvenza
Momento ed elementi di riferimento per l'accertamento dell'insolvenza
InadempimentiContestazione dei creditiNatura dei creditiPactum de non petendoNegoziazione dei debiti mediante transazioni e dilazioniVersamenti dei soci in conto di futuro aumento di capitaleValutazione dei cespitiValore contabile dei cespiti e loro attitudine alla estinzione delle obbligazioniPrevalenza dell'attivo sul passivoNumero dei creditori Azione di responsabilitàGaranzia ipotecariaPagamento di debiti ammessi al passivo fallimentare

Elementi sintomatici dell'insolvenza
Elementi sintomatici dell'insolvenza
Impossibilità di ricorrere al credito a condizioni normaliConversione del pignoramento e stato di insolvenzaMancato pagamento di lavoratori dipendentiInadempimenti esteriormente non apprezzabiliProtesti e pignoramentiSegnalazione in Centrale RischiIrreperibilità dell'imprenditore e mancato deposito dei bilanciMancato pagamento dell'IVAMancato pagamento di un solo debitoFallimento fiscaleSequestro preventivo penaleRisultanze dello stato passivoPerdita di bilancioSospensione per le vittime di estorsione o di usura ex l. 44/1999Insolvenza fraudolenta

Altro
Concordato preventivo
Liquidazione coatta amministrativaAmministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisiAmministrazione controllata


Fallimento fiscale

Dichiarazione di fallimento - Presupposti - Stato d'insolvenza - Situazione irreversibile - Debiti accertati nel corso dell'istruttoria prefallimentare
In tema di dichiarazione di fallimento, lo stato di insolvenza dell'impresa, che esso presuppone, da intendersi come situazione irreversibile, e non già come una mera temporanea impossibilità di regolare l'adempimento delle obbligazioni assunte, può essere desunto, ai sensi dell'art. 15 ult. co. della L.F., dal complesso dei debiti, purché almeno pari all'ammontare stabilito, secondo il periodico aggiornamento previsto dal terzo comma dell'art. 1 L.F., dallo stesso art. 15 ult. co. L.F., accertati nel corso dell'istruttoria prefallimentare. Cassazione civile, sez. I, 27 Maggio 2015.


Dichiarazione di fallimento - Stato di insolvenza - Ruolo impugnato e non sospeso - Fallimento cd. “Fiscale” - Rilevanza
La sola impugnazione del ruolo, data la sua natura di titolo esecutivo, in difetto di sospensiva, non consente di giustificare il mancato pagamento del tributo con l’avvenuta contestazione dello stesso e di escludere, quindi, che l’inadempimento possa considerarsi atto sintomatico di una situazione di insolvenza ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 5 della legge fallimentare.

Anche la sentenza della Corte costituzionale n. 89 del 1992, con la quale il giudice delle leggi ha dichiarato l’illegittimità dell’art. 97, comma 3, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, nella parte in cui prevede la dichiarazione di fallimento, a richiesta dell’Intendente di Finanza, del debitore di imposta che sia imprenditore commerciale, per morosità o rate di imposta di importo superiore a L. 500.000, ancorché iscritte a ruolo in via provvisoria per la pendenza di ricorsi dinnanzi alle commissioni tributarie, non ha affatto espunto dal nostro ordinamento il fallimento c.d. fiscale. Essa ha infatti non ha negato, in qualche modo rilevanza al mancato pagamento di un’imposta iscritta a ruolo al fine della dichiarazione di fallimento ex art. 5 della legge fallimentare, ma si è limitata a dichiarare la illegittimità, per contrasto con l’art. 24 della Costituzione, della norma in questione, soltanto perché questa non consentiva all’imprenditore commerciale, prima della dichiarazione una adeguata difesa. (Domenico Barbalace) (riproduzione riservata) Appello Catanzaro, 13 Gennaio 2014.


Liquidazione coatta amministrativa - Stato d’insolvenza - Successivo - Inadempimento di debiti tributari inerenti a periodi d'imposta anteriori alla messa in liquidazione - Omissione della dichiarazione fiscale - Irrilevanza - Posteriorità degli atti di accertamento definitivi - Irrilevanza - Fondamento
In tema di liquidazione coatta amministrativa, ai fini della dichiarazione dello stato di insolvenza dell'impresa, ai sensi dell'art. 202 legge fall., è rilevante l'inadempimento dei debiti tributari (nella specie, IRPEG e IVA) inerenti a periodi d'imposta anteriori alla messa in liquidazione, anche qualora sia stata omessa la dichiarazione fiscale e i conseguenti atti di accertamento siano divenuti definitivi solo dopo il provvedimento amministrativo che dispone la liquidazione stessa, atteso che i debiti in questione sorgono già col verificarsi dei presupposti di legge e che l'omissione della dichiarazione fiscale non dispensa l'impresa dall'iscriverli in bilancio, allo stato patrimoniale, fra le passività certe e determinate, anziché nel fondo rischi ed oneri. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 Luglio 2012, n. 12972.


Stato di impotenza economica astrattamente impeditivo della possibilità di adempiere da parte del debitore - Concreto inadempimento delle proprie obbligazioni e relativa imputabilità - Rilevanza - Esclusione - Conseguenze - Fattispecie in tema di dichiarazione di fallimento conseguente ad inadempimento di obbligazioni tributarie
Lo stato d'insolvenza dell'imprenditore commerciale, quale presupposto per la dichiarazione di fallimento, si realizza in presenza di una situazione d'impotenza, strutturale e non soltanto transitoria, a soddisfare regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni a seguito del venir meno delle condizioni di liquidità e di credito necessarie alla relativa attività, mentre resta in proposito irrilevante ogni indagine sull'imputabilità o meno all'imprenditore medesimo delle cause del dissesto, ovvero sulla loro riferibilità a rapporti estranei all'impresa, così come sull'effettiva esistenza ed entità dei crediti fatti valere nei suoi confronti. Ne consegue che del tutto legittimamente l'autorità giudiziaria ordinaria adita per la dichiarazione di fallimento dell'imprenditore insolvente a fronte di un ingente debito tributario provvede a tale dichiarazione, senza entrare nel merito delle pretese impositive (che, nella specie, si assumevano impugnate dinanzi alla competente commissione tributaria da parte del fallito) e senza, pertanto, violare alcun principio in tema di riparto di giurisdizione tra G.O. e Commissioni tributarie. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 13 Marzo 2001, n. 115.


Fallimento "fiscale" - Difetto di legittimazione dell'ufficio istante - Dichiarazione di ufficio del fallimento ordinario - Ammissibilità
Qualora l'amministrazione finanziaria chieda il fallimento "fiscale" del contribuente imprenditore commerciale, secondo la previsione dell'art. 97 del d.P.R. 29 settembre 1973 n. 602, che lo contempla in forza di una presunzione "iuris et de iure" d'insolvenza per effetto dell'inadempimento di debiti d'imposta, il tribunale adito non perde il potere di dichiarare d'ufficio il fallimento "ordinario", ai sensi dell'art. 6 del R.d. 16 marzo 1942 n. 267 e nel concorso dei presupposti di cui al precedente art. 5, e, pertanto, ove accerti la situazione d'insolvenza dell'imprenditore medesimo, può rendere detta dichiarazione, a prescindere da ogni indagine sulle condizioni per l'indicata procedura speciale, ivi inclusa la legittimazione dell'ufficio finanziario istante (nella specie, esattoria, munita di autorizzazione dell'intendente di finanza solo in relazione ad alcuni dei Tributi non pagati). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Giugno 1988, n. 4280.


Tributi e fallimento fiscale - Presupposti - Insussistenza - Dichiarazione di fallimento ordinario - Ammissibilità - Condizioni
La peculiarità del fallimento cosiddetto fiscale, contemplato dall'art. 261 del d.P.R. 29 gennaio 1958 n. 645, il quale postula soltanto il mancato pagamento di debiti d'imposta per un determinato ammontare, e non richiede, come il fallimento ordinario, lo accertamento dello stato d'insolvenza, non osta a che il tribunale, nel disattendere l'istanza di fallimento fiscale, per difetto dell'indicato inadempimento tributario, possa dichiarare il fallimento ordinario, nell'Esercizio dei poteri conferitigli dall'art. 6 del R.d. 16 marzo 1942 n. 267, e correlativamente, respingere l'opposizione avverso la dichiarazione medesima, in base al positivo riscontro dello stato d'insolvenza, secondo la previsione dell'art. 5 di tale ultimo decreto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28 Gennaio 1982, n. 565.