Massimario Ragionato Fallimentare

a cura di Franco Benassi
apri l'articolo del codice

Articolo 5 ∙ (Stato d'insolvenza)


Prevalenza dell'attivo sul passivo
Tutte le MassimeCassazione
Ricerca di una definizione dell'insolvenza
Incapacità funzionale non transitoria di soddisfare con regolarità le obbligazioni
Insolvenza prospetticaProspettiva dinamicaInsolvenza non ancora attualeInidoneità strutturale del debitoreIncapacità di produrre beni o servizi con margine di redditività da destinare alla copertura delle esigenze dell'impresaDifficoltà temporanea e transitoria o incapacità strutturale e permanenteIndagine su cause dell'insolvenza e potenzialità dell'impresaImputabilità del dissesto o dell'inadempimento all'imprenditore o a terziAttività di impresa con prevalenza dei ricavi sui costiInsolvenza classica colorata

Il soggetto insolvente
Società in liquidazione
Gruppo di societàFusioneScissioneTrasformazioneSocietà di personeSocio illimitatamente responsabileSocietà di fattoSocietà di fatto e holdingSocietà cooperativa mutualisticaAssociazione non riconosciutaImpresa familiareInsolvenza degli istituti di creditoCompagnia di assicurazioneEnte di gestione fiduciaria

Altri profili dell'insolvenza
Momento ed elementi di riferimento per l'accertamento dell'insolvenza
InadempimentiContestazione dei creditiNatura dei creditiPactum de non petendoNegoziazione dei debiti mediante transazioni e dilazioniVersamenti dei soci in conto di futuro aumento di capitaleValutazione dei cespitiValore contabile dei cespiti e loro attitudine alla estinzione delle obbligazioniPrevalenza dell'attivo sul passivoNumero dei creditori Azione di responsabilitàGaranzia ipotecariaPagamento di debiti ammessi al passivo fallimentare

Elementi sintomatici dell'insolvenza
Elementi sintomatici dell'insolvenza
Impossibilità di ricorrere al credito a condizioni normaliConversione del pignoramento e stato di insolvenzaMancato pagamento di lavoratori dipendentiInadempimenti esteriormente non apprezzabiliProtesti e pignoramentiSegnalazione in Centrale RischiIrreperibilità dell'imprenditore e mancato deposito dei bilanciMancato pagamento dell'IVAMancato pagamento di un solo debitoFallimento fiscaleSequestro preventivo penaleRisultanze dello stato passivoPerdita di bilancioSospensione per le vittime di estorsione o di usura ex l. 44/1999Insolvenza fraudolenta

Altro
Concordato preventivo
Liquidazione coatta amministrativaAmministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisiAmministrazione controllata


Prevalenza dell'attivo sul passivo

Fallimento – Stato d’insolvenza – Valutazione – Attivo superiore al passivo – Valutazione delle condizioni economiche necessarie (secondo un criterio di normalità) all’esercizio di attività economiche – Stato di impotenza funzionale non transitoria a soddisfare le obbligazioni inerenti all’impresa – Oggetto della cognizione in sede di opposizione allo stato passivo
Lo stato d’insolvenza richiesto ai fini della pronunzia dichiarativa del fallimento dell’imprenditore non è escluso dalla circostanza che l’attivo superi il passivo e che non esistano conclamati inadempimenti esteriormente apprezzabili. In particolare, il significato oggettivo dell’insolvenza, che è quello rilevante agli effetti della L. Fall., art. 5, deriva da una valutazione circa le condizioni economiche necessarie (secondo un criterio di normalità) all’esercizio di attività economiche, e si identifica con uno stato di impotenza funzionale non transitoria a soddisfare le obbligazioni inerenti all’impresa esprimendosi, secondo una tipicità desumibile dai dati dell’esperienza economica, nell’incapacità di produrre beni con margine di redditività da destinare alla copertura delle esigenze di impresa (prima fra tutte l’estinzione dei debiti), nonché nell’impossibilità di ricorrere al credito a condizioni normali, senza rovinose decurtazioni del patrimonio.

Inoltre, nel giudizio di opposizione alla dichiarazione di fallimento lo stato d’insolvenza sottende un giudizio di inidoneità solutoria strutturale del debitore, oggetto di una valutazione complessiva: quanto ai debiti, il computo non si limita alle risultanze dello stato passivo nel frattempo formato ma si estende a quelli emergenti dai bilanci e dalle scritture contabili o in altro modo riscontrati, anche se oggetto di contestazione, quando (e nella misura in cui) il giudice dell’opposizione ne riconosca incidentalmente la ragionevole certezza ed entità; quanto all’attivo, i cespiti vanno considerati non solo per il loro valore contabile o di mercato, ma anche in rapporto all’attitudine ad essere adoperati per estinguere tempestivamente i debiti, senza compromissione - di regola dell’operatività dell’impresa, salvo che l’eventuale fase della liquidazione in cui la stessa si trovi renda compatibile anche il pronto realizzo dei beni strumentali e dell’avviamento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 20 Gennaio 2020, n. 1069.


Fallimento – Presupposti – Insolvenza – Accertamento – C.d. insolvenza prospettica
L'accertamento dell'insolvenza, come sopra intesa, non s'identifica in modo necessario e automatico con il mero dato contabile fornito dal raffronto tra l'attivo ed il passivo patrimoniale dell'impresa; è, inoltre, pacifico che in presenza di un eventuale sbilancio negativo è pur possibile che l'imprenditore continui a godere di credito e sia di fatto in condizione di soddisfare regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni, configurandosi l'eventuale difficoltà in cui egli versa come meramente transitoria.

Al tempo stesso ove - all'opposto - l'eccedenza di attivo dipenda dal valore di beni patrimoniali non agevolmente liquidabili, o la cui liquidazione risulterebbe incompatibile con la permanenza dell'impresa sul mercato e con il puntuale adempimento di obbligazioni già contratte, il presupposto dell'insolvenza può esser egualmente riscontrato.

Nondimeno è un fatto logicamente incontrovertibile che l'eventuale eccedenza del passivo sull'attivo patrimoniale costituisce, pur sempre, e nella maggior parte dei casi, uno dei tipici "fatti esteriori" che dimostrano l'impotenza dell'imprenditore a soddisfare le proprie obbligazioni; anche a prescindere, cioè, dal semplice risultato della somma algebrica tra poste attive e passive della situazione patrimoniale, è evidente che sempre dai dati di contabilità dell'impresa è consentito muovere per poter vagliare, nella concretezza di ciascuna singola fattispecie, se il debitore disponga di risorse idonee a fronteggiare in modo regolare le proprie obbligazioni, avendo riguardo alla scadenza di queste e alla natura e composizione dei cespiti dai quali sia eventualmente ipotizzabile ricavare il necessario per farvi fronte. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 20 Novembre 2018, n. 29913.


Liquidazione coatta amministrativa - Dichiarazione dello stato di insolvenza - Attribuzioni patrimoniali in favore della società condizionate all'ammissione alla procedura di l.c.a. - Idoneità incidere sulla valutazione dell'insolvenza - Esclusione - Fondamento
Ai fini della valutazione dello stato di insolvenza, l'accertamento degli elementi attivi del patrimonio sociale, idonei a consentire l'eguale ed integrale soddisfacimento dei creditori sociali, non può prescindere dalla valutazione della concretezza ed attualità di tali elementi, sicché non possono assumere rilievo le attribuzioni patrimoniali in favore della società condizionate all'ammissione di questa alla procedura di liquidazione coatta amministrativa, essendo tali attribuzioni non ancora efficaci al momento della valutazione dell'insolvenza, né potendo questa, quale presupposto fattuale di carattere storico (oltre che giuridico) dell'apertura della procedura, essere valutata come esistente al fine di determinare l'efficacia dell'attribuzione e, nel contempo, non più esistente a causa del meccanismo della retroattività della condizione, che è mera "fictio" inidonea a cancellare quel presupposto fattuale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 10 Luglio 2018, n. 18137.


Società in liquidazione - Valutazione dell'insolvenza - Idoneità degli elementi attivi del patrimonio ad assicurare il soddisfacimento dei creditori concorsuali
Quando si tratti di società in liquidazione, la valutazione del giudice ai fini dell'applicazione dell'articolo 5 legge fall. deve essere diretta unicamente ad accertare se gli elementi attivi del patrimonio sociale consentano di assicurare l'uguale ed integrale soddisfacimento dei creditori sociali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli Nord, 24 Settembre 2015.


Procedimento per dichiarazione di fallimento – Società in liquidazione – Accertamento dello stato di insolvenza

Procedimento per dichiarazione di fallimento – Società in liquidazione – Accertamento dello stato di insolvenza – Mancato deposito dei bilanci di esercizio

Quando la società debitrice è in liquidazione, la valutazione del giudice, ai fini dell’applicazione dell’art. 5 l.f., deve essere diretta unicamente ad accertare se gli elementi attivi del patrimonio sociale consentano di assicurare l’uguale ed integrale soddisfacimento dei creditori sociali, e ciò in quanto non è più richiesto che la società in liquidazione disponga, come invece la società in piena attività, di credito e di risorse, e quindi di liquidità, necessari per soddisfare le obbligazioni contratte. (Riccardo Cammarata) (riproduzione riservata)

Depone senza dubbio in senso sfavorevole alla società debitrice il mancato deposito presso il registro delle imprese, prima da parte dell’amministratore e poi da parte del liquidatore, dei bilanci di esercizio sin dal 2012, circostanza questa, invero, già di per sé altamente sintomatica del superamento in negativo, per la società in liquidazione, del rapporto tra l’attivo e il passivo. (Riccardo Cammarata) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo, 19 Marzo 2015.


Fallimento – Dichiarazione – Requisiti – Stato di insolvenza – Impresa in liquidazione – Accertamento – Criteri – Individuazione – Rapporto fra attivo patrimoniale e debiti societari

Fallimento – Dichiarazione – Requisiti – Accertamento dello stato di insolvenza – Irreperibilità dell’imprenditore all’indirizzo risultante dal Registro Imprese e mancato deposito dei bilanci d’esercizio – Sussistenza

Fallimento – Dichiarazione – Requisiti – Accertamento dello stato di insolvenza – Sussistenza di pignoramenti e protesti – Necessità – Esclusione

Sentenza – Motivazione – Valutazione di tutte le risultanze da parte del giudice – Necessità – Esclusione – Indicazione dei soli elementi a fondamento del proprio convincimento – Legittimità – Implicito rigetto di quelli logicamente incompatibili – Sussistenza

Quando una società è in liquidazione, la valutazione del giudice, ai fini dell’applicazione dell’art. 5 L.F., deve essere diretta unicamente ad accertare se gli elementi attivi del patrimonio sociale consentano di assicurare il pagamento dei debiti societari e ciò in quanto – non proponendosi l’impresa in liquidazione di restare sul mercato, ma avendo come esclusivo obiettivo quello di provvedere al soddisfacimento dei creditori sociali, previa realizzazione delle proprie attività ed alla distribuzione dell’eventuale residuo tra i soci – non è più richiesto che essa disponga di liquidità necessaria per soddisfare le obbligazioni contratte. (Eugenio Gabbianelli) (riproduzione riservata)

L’irreperibilità dell’imprenditore presso la sede di cui al Registro delle Imprese e il mancato deposito dei bilanci di esercizio, dimostrano la sussistenza dello stato di decozione dell’impresa fallita. (Eugenio Gabbianelli) (riproduzione riservata)

Lo stato di insolvenza dell’imprenditore è configurabile anche in assenza di riscontri circa la sussistenza di protesti e di pignoramenti, i quali non costituiscono un parametro esclusivo del giudizio sul dissesto. (Eugenio Gabbianelli) (riproduzione riservata)

Ai fini di una corretta decisione, il giudice non è tenuto a valutare analiticamente tutte le risultanze, né a confutare singolarmente le argomentazioni prospettate, essendo sufficiente che egli dopo averle vagliate nel loro complesso, indichi gli elementi sui quali intende fondare il proprio convincimento e l’iter seguito nella valutazione degli stessi e per le proprie conclusioni, implicitamente disattendendo quelle logicamente incompatibili con la decisione adottata. (Eugenio Gabbianelli) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 11 Dicembre 2014.


Stato d’insolvenza - Nozione - Attivo superiore al passivo - Irrilevanza - Significato oggettivo dell'insolvenza - Valutazione incensurabile del giudice di merito
Lo stato di insolvenza richiesto ai fini della pronunzia dichiarativa del fallimento dell'imprenditore non è escluso dalla circostanza che l'attivo superi il passivo e che non esistano conclamati inadempimenti esteriormente apprezzabili. In particolare, il significato oggettivo dell'insolvenza, che è quello rilevante agli effetti dell'art. 5 legge fall., deriva da una valutazione circa le condizioni economiche necessarie (secondo un criterio di normalità) all'esercizio di attività economiche, si identifica con uno stato di impotenza funzionale non transitoria a soddisfare le obbligazioni inerenti all'impresa e si esprime, secondo una tipicità desumibile dai dati dell'esperienza economica, nell'incapacità di produrre beni con margine di redditività da destinare alla copertura delle esigenze di impresa (prima fra tutte l'estinzione dei debiti), nonché nell'impossibilità di ricorrere al credito a condizioni normali, senza rovinose decurtazioni del patrimonio. Il convincimento espresso dal giudice di merito circa la sussistenza dello stato di insolvenza costituisce apprezzamento di fatto, incensurabile in cassazione, ove sorretto da motivazione esauriente e giuridicamente corretta. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27 Marzo 2014, n. 7252.


Dichiarazione di fallimento - Stato di insolvenza - Consistenza patrimoniale del debitore - Irrilevanza.
Lo stato di insolvenza che costituisce il presupposto della dichiarazione di fallimento consiste nella incapacità del debitore di adempiere con regolarità e tempestività alle proprie obbligazioni, condizione, questa, sulla quale in alcun modo può influire la consistenza patrimoniale del debitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) (1) Tribunale Trani, 18 Luglio 2013.


Dichiarazione di fallimento - Stato d'insolvenza - Criterio di valutazione esclusivamente patrimoniale - Inadeguatezza.
In ordine ai criteri di valutazione dello stato di insolvenza, il criterio esclusivamente patrimoniale, pur astrattamente corretto in relazione ad una società in stato di liquidazione, è tuttavia del tutto incongruo rispetto ad una società che detto stato non ha dichiarato e che dunque deve sottostare al criterio di base individuato dall'art. 5, legge fallimentare, in forza del quale la situazione di insolvenza é integrata non già dal confronto fra attivo e passivo, bensì dall'impossibilità di far fronte regolarmente alle proprie obbligazioni. (Fabrizio Garuti) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 12 Luglio 2011.


Fallimento – Accertamento dello stato di insolvenza – Raffronto tra attivo e passivo patrimoniale dell'impresa – Sbilancio negativo – Capacità di soddisfare ugualmente le proprie obbligazioni – Eccedenza di attivo e beni di difficile liquidazione – Presupposto dell'insolvenza – Sussistenza. (07/09/2010)
L'accertamento dell'insolvenza non si identifica in modo necessario ed automatico con il mero dato contabile fornito dal raffronto tra l'attivo ed il passivo patrimoniale dell'impresa: è noto, infatti, che anche in presenza di un eventuale sbilancio negativo è possibile che l'imprenditore continui a godere di credito e sia di fatto in condizione di soddisfare regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni, configurandosi l'eventuale difficoltà in cui versa come meramente transitoria; e che, per contro, ove l'eccedenza di attivo dipenda dal valore di beni patrimoniali non agevolmente liquidabili, o la cui liquidazione risulterebbe incompatibile con la permanenza dell'impresa sul mercato o con il puntuale adempimento di obbligazioni già contratte, il presupposto dell'insolvenza ben possa ugualmente essere riscontrato. Non di meno, l'eventuale eccedenza del passivo sull'attivo patrimoniale costituisce pur sempre, nella maggior parte dei casi, uno dei tipici "fatti esteriori" che dimostrano l'impotenza dell'imprenditore a soddisfare le proprie obbligazioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 09 Luglio 2010, n. 0.


Società in stato di liquidazione - Accertamento dello stato di insolvenza - Modalità
Quando la società è in liquidazione, la valutazione del giudice, ai fini dell'applicazione dell'art. 5 legge fall., deve essere diretta unicamente ad accertare se gli elementi attivi del patrimonio sociale consentano di assicurare l'eguale ed integrale soddisfacimento dei creditori sociali, e ciò in quanto - non proponendosi l'impresa in liquidazione di restare sul mercato, ma avendo come esclusivo obiettivo quello di provvedere al soddisfacimento dei creditori sociali, previa realizzazione delle attività sociali, ed alla distribuzione dell'eventuale residuo tra i soci - non è più richiesto che essa disponga, come invece la società in piena attività, di credito e di risorse, e quindi di liquidità, necessari per soddisfare le obbligazioni contratte. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17 Aprile 2003, n. 6170.


Fallimento - Stato d’insolvenza - Nozione - Fattispecie
Ai fini della dichiarazione di fallimento, lo stato di insolvenza va desunto, più che dal rapporto tra attività e passività, dalla possibilità dell'impresa di continuare ad operare proficuamente sul mercato, fronteggiando con mezzi ordinari le obbligazioni. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza del giudice di merito che aveva escluso la sussistenza di detto stato, da un lato considerando non eccessivo lo scarto tra partite passive ed attive e desumendo dall'altro la capacità dell'impresa di risanarsi sia dalla estinzione di numerose passività durante la istruzione prefallimentare sia dalle potenzialità produttive dell'azienda e dalla sua vitalità). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27 Febbraio 2001, n. 2830.


Sussistenza, al momento della dichiarazione di fallimento, di un utile - Stato di insolvenza - Esclusione - Non necessarietà
In materia fallimentare, non può ritenersi decisiva, ai fini della esclusione dello stato di insolvenza, che ne costituisce il presupposto, la sussistenza, al momento della dichiarazione di fallimento, di un qualche utile, in quanto la capacità di svolgere l'attività di impresa con una prevalenza dei ricavi sui costi e di conseguire, quindi, un profitto non esclude la sussistenza di esposizioni debitorie che detto profitto, tanto più se modesto, non sia in grado di ripianare. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19 Luglio 2000, n. 9464.


Stato d'insolvenza - In genere - "Pactum de non petendo" - Sussistenza - Stato di insolvenza - Accertamento - Criteri
Al fine della dichiarazione di fallimento, lo stato di insolvenza, consistente nell'incapacità di adempimento delle obbligazioni assunte, alle previste scadenze e con mezzi normali, a prescindere da qualsiasi indagine in ordine alle relative cause e dalla eventualità che la situazione patrimoniale presenti un'eccedenza delle poste attive su quelle passive, può essere escluso da un "pactum de non petendo", anche quando non vi abbiano prestato adesione tutti i creditori, ove esso risulti idoneo a rimuovere la suddetta incapacità, anche con riguardo alle situazioni debitorie rimaste estranee al fatto, con la conseguenza che, in presenza di un fatto del genere, l'accertamento dello stato d'insolvenza non può essere motivato con l'esclusivo rilievo del parziale coinvolgimento del ceto creditorio, senza il concreto riscontro di una originaria inidoneità del fatto medesimo a far venir meno la condizione di impotenza economica ovvero dell'inadempimento di esso, come circostanza che riproduce siffatta condizione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 16 Luglio 1992, n. 8656.


Stato d'insolvenza - In genere - Insolvenza - Accertamento - Criteri - Stato patrimoniale - Eccedenza delle poste attive su quelle passive - Irrilevanza - Limiti
In tema di fallimento, ai fini dell'accertamento dello stato di insolvenza, è l'obiettiva incapacità dell'imprenditore di adempiere alle obbligazioni che assume rilievo e non già la genesi della crisi, onde è priva di significato ogni indagine diversa da quella volta ad accertare, su un piano effettuale ed oggettivo, il sussistere dell'insolvenza. Non esclude l'insolvenza uno stato patrimoniale caratterizzato dall'eccedenza delle poste attive su quelle passive, quando l'incapacità di adempimento regolare e, quindi, a scadenza e con mezzi normali, delle obbligazioni assunte si esprima, comunque, sul piano della carenza di liquidità. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 09 Maggio 1992, n. 5525.


Stato di insolvenza - Configurabilità - Condizione - "Pactum de non petendo" - Carattere ostativo - Condizioni - Mancata adesione di tutti i creditori - Irrilevanza
Al fine della dichiarazione di fallimento, lo stato d'insolvenza, consistente nell'incapacità di adempimento delle obbligazioni assunte, alle previste scadenze e con mezzi normali (a prescindere dalle relative cause e dall'eventualità che la situazione patrimoniale presenti un'eccedenza delle poste attive su quelle passive), può essere escluso da un "pactum de non petendo", anche quando non vi abbiano prestato adesione tutti i creditori, ove esso risulti idoneo a rimuovere la suddetta incapacità, con riferimento al momento della pronuncia del fallimento, in esito all'indagine sull'entità e scadenza delle posizioni creditorie residue, rimaste estranee all'accordo dilatorio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26 Febbraio 1990, n. 1439.


Stato di insolvenza - Estremi - Dichiarazione di fallimento a seguito del riscontro di questi ultimi - Obbligatorietà - Valutazioni discrezionali di opportunità costituenti ostacolo alla dichiarazione - Inammissibilità
La dichiarazione d'ufficio del fallimento configura un dovere del tribunale, che consegue al riscontro dello stato d'insolvenza del debitore, consistente, indipendentemente da un eventuale squilibrio fra passivo ed attivo, in una situazione d'impotenza funzionale e non transitoria a fronteggiare gli impegni assunti. A fronte del suddetto accertamento, pertanto, la dichiarazione medesima non può trovare ostacolo in valutazioni discrezionali di opportunità, ne' in considerazioni attinenti all'interesse dei creditori di evitare o rinviare la procedura concorsuale (nella specie, in relazione a trattative stragiudiziali). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Marzo 1985, n. 1980.


Stato d'insolvenza - Configurabilità - Presupposti
Ad integrare lo stato di insolvenza richiesto per la dichiarazione di fallimento e del tutto irrilevante che l'attivo sia eventualmente superiore al passivo, essendo, invece, necessario il venir meno delle normali condizioni di liquidita e di godimento del credito, che impedisca di far fronte tempestivamente e con mezzi normali alle obbligazioni assunte. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 12 Dicembre 1974, n. 4228.


Fallimento - Stato d'insolvenza - Nozione
Lo stato di insolvenza che la legge richiede per la dichiarazione di fallimento consiste in una situazione di obiettiva impotenza economica, che impedisce all'imprenditore di adempiere tempestivamente e con mezzi normali le proprie obbligazioni e non e escluso dal fatto che l'attivo superi il passivo, quando, venute meno le normali condizioni di liquidita e il godimento del credito, il passivo potrebbe essere estinto solo a prezzo e nel concorso di incerte ed anormali operazioni di finanziamento e di realizzo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27 Novembre 1973, n. 3223.


Fallimento - Stato d'insolvenza - Condizioni - Esistenza di un attivo o di inadempimenti - Irrilevanza - Apprezzamento del giudice di merito - Incensurabilità in Cassazione
Lo stato di insolvenza che la legge richiede per farsi luogo alla dichiarazione di fallimento costituisce un requisito obiettivo attinente ad una situazione di impotenza economica che si realizza quando lo imprenditore non e in grado di adempiere regolarmente e con mezzi normali le proprie obbligazioni alle scadenze pattuite, essendo venute meno le condizioni di liquidita e di credito nelle quali deve trovarsi una impresa commerciale, mentre e del tutto irrilevante la circostanza che l'attivo sia superiore al passivo e che si siano già concretamente verificati inadempimenti, da parte dell'imprenditore, alle obbligazioni assunte. Il convincimento espresso dal giudice di merito circa la sussistenza del predetto stato costituisce apprezzamento di fatto incensurabile in Cassazione quando sia sorretto da motivazione esauriente ed ispirata ad esatti criteri giuridici. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29 Gennaio 1973, n. 267.


Fallimento - Dichiarazione del fallimento - Insolvenza - Nozione
Lo stato di insolvenza che la legge richiede per la dichiarazione di fallimento consiste in una situazione di obiettiva impotenza economica, che impedisce all'imprenditore di adempiere tempestivamente e con mezzi normali le proprie obbligazioni e non e escluso dal fatto che l'attivo superi il passivo, quando, venute meno le normali condizioni di liquidita e il godimento del credito, il passivo potrebbe essere estinto solo a prezzo e nel concorso di incerte ed anormali operazioni di finanziamento e di realizzo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23 Novembre 1971, n. 3388.


Insolvenza - Nozione - Ammontare dell'attivo superante quello del passivo - Incompatibilità con lo stato di insolvenza
Il concetto di stato di insolvenza attiene ad una situazione oggettiva di impotenza economica determinata dal fatto che l'imprenditore non e in grado di adempiere regolarmente e con mezzi normali alle proprie obbligazioni alle scadenze pattuite. Pertanto, ai fini dell'accertamento di siffatta situazione, e del tutto irrilevante l'indagine circa l'ammontare dell'attivo nell'impresa, il quale puo anche superare l'ammontare del passivo, senza con cio escludere l'impossibilita per l'imprenditore di far fronte alle obbligazioni assunte. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24 Ottobre 1969, n. 3488.


Insolvenza - Beni esistenti nel patrimonio dei soci a responsabilità illimitata - Stato di insolvenza della società - Esclusione - Insussistenza
L'esistenza dei beni, nel patrimonio dei soci illimitatamente responsabili di una societa dichiarata fallita, non vale ad escludere lo stato d'insolvenza della società. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 30 Aprile 1969, n. 1412.


Insolvenza - Nozione - Fattispecie
Lo stato d'insolvenza, che l'art. 5 della legge fallimentare richiede per la dichiarazione del fallimento, attiene a una situazione economica, determinata dal fatto che l'imprenditore non possa far fronte, alle scadenze pattuite e con mezzi normali, al soddisfacimento delle obbligazioni assunte, il che accade quando vengono meno le condizioni di liquidita e di credito nelle quali deve normalmente trovarsi un'impresa commerciale a nulla rileva, in proposito, che la somma degli elementi attivi del patrimonio dell'imprenditore possa essere uguale, o anche superiore, all'ammontare complessivo delle obbligazioni a carico dell'imprenditore medesimo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27 Luglio 1965, n. 1788.


Insolvenza - Estremi - Attivo patrimoniale dell'imprenditore - Irrilevanza - Condizioni
Lo stato di insolvenza che l'art.5 della legge fallimentare (R. d. 16 marzo 1942 n.267) richiede per la dichiarazione di fallimento attiene, come si ricava dal secondo comma di detta norma, ad una situazione di impotenza economica determinata dal fatto che l'imprenditore non possa far fronte, tempestivamente e con mezzi ordinari, al soddisfacimento delle obbligazioni assunte. E, a nulla rileva, in proposito, che la somma degli elementi attivi, costituenti il patrimonio dell'imprenditore, possa essere uguale, ed anche superiore, all'ammontare complessivo delle obbligazioni a carico dell'imprenditore medesimo, giacche ad integrare lo stato di insolvenza, ai fini della dichiarazione di fallimento, non occorre sempre la materiale e gia avvenuta cessazione dei pagamenti, ma e sufficiente qualsiasi manifestazione esteriore che dimostri la situazione economica di dissesto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Maggio 1964, n. 1170.


Fallimento - Dichiarazione di fallimento - Insolvenza - Stato d'insolvenza - Nozione
Per aversi insolvenza non si richiede necessariamente lo squilibrio tra gli elementi attivi e passivi del patrimonio del debitore, ma la prova dell'attuale oggettiva impossibilita per il debitore medesimo di soddisfare regolarmente e con mezzi normali le obbligazioni assunte. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 14 Marzo 1963, n. 646.